La Serenissima Signoria dei Vini del Piave in visita al Fondaco di Volterra

Il 29, 30 aprile e 1°maggio 2017 un corposo gruppo di Savi della Serenissima Signoria dei Vini del Piave con il Doge, Avv. Pier Giorgio Mocerino, ha reso visita ai confratelli del Fondaco di Volterra: “Fontego” già istituito nell’Ottobre 2013. La partenza dal piazzale della stazione FS di Oderzo a bordo di un comodissimo pulmann, della ditta LU. NA. di Motta di Livenza, ha unito oltre ai Savi, amici e parenti degli stessi desiderosi di partecipare all’incontro.

Superati velocemente la Pianura Padana e gli Appennini, ecco la Valle dell’Arno e da lontano la città di Firenze, dall’autostrada alla vista si delinea il profilo della Cupola del Brunelleschi a cui mentalmente associamo le vicine “Urne de’ forti” di Foscolana memoria.

La prima tappa è stata prevista per il pranzo presso la Fattoria Montagliari di Panzano in Chianti. Dicendo Chianti si dice tutto. La scelta del luogo da parte del Savio Luciano Cescon non poteva essere migliore: pranzo tipico di sapori toscani, seguito dalla visita in cantina.

Rubo due versi del tosco-opitergino Lio Geminiani dalla raccolta “Mia Toscana” per sintetizzare il tutto: “distese tovaglie vendemmiali e le braccia invischiate di mosto”; la moglie e le figlie del Fattore, solerti nel servizio a tavola, emanavano ancora tale profumo.

In serata arrivo a Volterra, metri 555, sorge elevata e solitaria sulla sommità delle alture che dividono la Valle dell’Era dalla Valle di Cecina. Città antichissima, di aspetto medioevale, vanta monumenti e collezioni archeologiche e artistiche che documentano il suo passato di ricca lucumonia etrusca, municipio romano e libero Comune.

Ad attenderci gli amici Savi di Volterra: il Visdomino Pietro Cerri, Paolo Franceschini, la solerte Paola Mocerino con il marito Glen Polesello e gli amici Iacopo e Francesca Inghirami. Bicchiere del benvenuto sulla terrazza dei “Fornelli-Osteria con vista”, del confratello Jonni Guarguaglini: cielo terso, temperatura ideale, tramonto da cartolina con il sole calante tra le colline della Versiglia e nella luce serontina lontano, il mare Tirreno, il mare degli Etruschi.

Domenica 30 aprile planata da Volterra alla Valle del Cecina verso il mare, innesto nella strada Aurelia e arrivo a Castagneto Carducci. Visita all’Azienda Michele Satta, pranzo in cantina. Dalla terrazza vista del tirreno con le Dantesche isole di Capraia e di Gorgona, più a sud l’isola d’Elba e lontana…lontana la Corsica; alla vista già incantevole, anche il gusto e l’olfatto contemporaneamente sono stati rapiti dai superbi vini d’annata offerti per l’occasione. Il pomeriggio è stato dedicato alle memorie scolastiche: era dovuto, trovandoci in casa di Giosuè Carducci.

L’arrivo a Bolgheri preparato durante il tragitto, nel più religioso silenzio di tutti i partecipanti, dalla felice lettura a due voci della poesia “Davanti San Guido” ha avuto il giusto effetto. “Quasi in corsa giganti giovinetti/Mi balzarono incontro e mi guardar” scrive il Poeta. Anche a noi sono improvvisamente comparsi e ci hanno accompagnato fino a Bolgheri, grazioso e vivace borgo nell’alta Maremma, prima del Mille Castello dei Conti della Gherardesca. In una piazzetta la casa in cui Giosuè Carducci abitò fanciullo dal 1838 al 1848. quindi i ricordi di nonna Lucia, “l’asin bigio”, della “bionda Maria”, di “San Martino”, “Il Pio Bove”, “Il Verde Melograno” ecc. ecc. Quanta nostalgia degli anni giovanili!

La giornata si è conclusa in “Casa Volaterra” del Savio Jonni Guarguaglini, nelle campagne appena fuori Volterra nella “Sala del Frantoio”. Ovunque profumo d’olio d’oliva. Cena superba con il particolare contributo di Annamaria, la madre di Jonni. Nell’occasione sono stati presentati due Vini Veneti e due vini Toscani.

Connubio felice! Ricordiamoci che questa nostra penisola, prima di chiamarsi Italia, dai popoli mediterranei era appellata con il termine di Esperia, di Ausonia e profeticamente di Enotria, tradotto letteralmente “patria del Vino”. Un primato mondiale ben meritato!

1° Maggio, ultimo giorno di permanenza, dedicato alla visita della Città. Prima al Museo Guarnacci, una delle più interessanti raccolte etrusche d’Italia voluta in particolare dall’archeologo Mons. Mario Guarnacci, che alla sua morte la legò “al popolo volterrano”.

Il museo comprende: una sezione preistorica, una sezione etrusca, che costituisce il fondo più importante del museo, formato da oltre 600 urne cinerarie in tufo, in alabastro e in terracotta, quasi tutte del periodo ellenistico, ornate di bassorilievi che risentono dell’arte greca (IV-I sec. a. C.),una sezione romana con sculture e iscrizioni, una collezione di monete, oreficerie, ceramiche, bronzetti e amuleti etruschi e romani.

Nel percorrere le sale si snodano millecinquecento anni di Storia antica. E’ seguita poi la visita a Piazza dei priori, al battistero, alla cattedrale in un continuo susseguirsi di meraviglie e capolavori.

Il Buffet alle ore 12 è stato organizzato a Palazzo Inghirami. Anfitrioni il Dott. Iacopo Inghirami e la gentile consorte Francesca. Iacopo Inghirami, di cui porta nome e cognome, è discendente vivente dell’illustre cavaliere ed Ammiraglio Inghirami, il quale, al servizio dei Granduchi di Toscana, comandò la flotta delle mitiche galere dei Cavalieri di Santo Stefano che nel periodo a cavallo tra Cinque e Seicento combattè contro i turchi e i pirati degli Stati islamici dell’Africa Settentrionale catturando varie navi e facendo numerosi prigionieri.

Il palazzo è uno scrigno di memorie. Il regista Luchino Visconti nelle sale ha girato numerose scene del suo celebre film “ Vaghe stelle dell’Orsa”. Anche in quest’occasione serviti vini e degustate ottime vivande.

Il ritorno cullato da tante piacevoli memorie è trascorso in un reciproco sereno chiacchierio. Il più sentito ringraziamento al Fondaco di Volterra, che ormai vanta nove savi, tutti presenti e pronti ad accoglierci con le loro famiglie, a Sandra dalla Mora e a Paola Mocerino.

A tutti un felice arrivederci ai prossimi incontri!

Il Savio Storico della Serenissima Signoria dei Vini del Piave

Dott. Lazzaro Marini

Simposio degli Auguri delle Serenissima Signoria dei Vini del Piave nel Trentacinquesimo anno di fondazione

Lo scorso 8 dicembre 2016 la Serenissima Signoria dei Vini del Piave ha celebrato il proprio tradizionale Simposio degli auguri al parco ristorante Gambrinus di San Polo di Piave.
Quest’anno la celebrazione del Simposio è avvenuta con particolare solennità perchè coincide con la ricorrenza del trentacinquesimo anno di fondazione della Signoria.
Il primo Simposio è stato infatti celebrato il 14 giugno 1981, proprio al Parco Ristorante Gambrinus, che è anche la sede di rappresentanza della Confraternita.

L’idea di fondare una Confraternita enogastronomica è sorta alla fine degli anni ’70 in un gruppo di amatori della tradizione del Vino e della Tavola, allo scopo di suscitare, nel maggior numero di persone possibile, un programma di amichevole e fraterna collaborazione per far conoscere, diffondere ed apprezzare i Vini del Piave e la Gastronomia veneta: finalità da realizzare attraverso Simposii, scambio di incontri enogastronomici, individuazione di coltivazioni vitivinicole pregiate, tavole rotonde e dibattiti, organizzazione di mostre e rassegne periodiche: finalità poi precisate nell’art. 29 dello statuto sociale.

La Signoria ha mosso i primi passi nel 1978 ed è stata “battezzata” ufficialmente il 14 giugno 1981, nell’occasione del primo Simposio di Primavera Estate al Parco Ristorante Gambrinus di San Polo di Piave.

Primo Doge della Serenissima Signoria dei Vini del Piave veniva eletto il cav. Aldo Serafini, enologo, personaggio di primissimo piano nel proscenio enoico nazionale, uomo straordinario per eloquenza, amabilità, arguzia, disponibilità e competenza nel campo della Viticoltura e della Gastronomia, pioniere della Viticoltura nella Sinistra Piave.
E’ pressochè impossibile ripercorrere, sia pur per sommi capi, le numerose iniziative intraprese dalla Signoria nei suoi trentacinque anni di vita, data la notevole mole di attività svolta.

Nei suoi primi anni di vita, dal 1981 al 1985, la Signoria ha organizzato, oltre ai tradizionali Simposii di Primavera-Estate e degli Auguri, convegni di studio, tavole rotonde, conferenze su argomenti attinenti le finalità sociali, con particolare riferimento alla viticoltura delle Terre bagnate dal fiume Piave ed alla tradizionale Cucina veneta e trevisana, nonché rassegne di Vini del Piave.
Ha partecipato inoltre ad importanti trasmissioni in diretta televisiva: dagli studi RAI di Milano e dal Castello di Susegana, in occasione di programmi dedicati alla cultura della Vite e del Vino.

Ogni anno la Signoria organizza: il Simposio di Primavera Estate alla fine di maggio e il Simposio degli Auguri l’8 dicembre, nel corso dei quali avvengono le intronizzazioni dei nuovi Savi; itinerari enogastronomici dedicati alla Cucina tipica del Piave; visite guidate a Città e Località benemerite della Cultura della Vite, del Vino e della Tavola.
Così ha avuto occasione di visitare le città di Roma, Frascati, Volterra, Ancona, Alessandria, Bologna, Verona, Udine, Trieste, Trento, Montepulciano, Montefiascone, Montalcino, Pontremoli, Napoli nonché località come l’Oltrepo Pavese, il Collio, la Franciacorta e la Valpolicella, incontrando Amministratori e Confraternite operanti nelle Città e Località visitate, con i quali ha scambiato esperienze non solo in campo enogastronomico ma anche culturale in genere.
Nel 1995 la Signoria ha intrapreso, dopo un anno di preparazione, un’iniziativa di particolare interesse ed importanza. Si tratta dell’istituzione della “Strada della Signoria” , individuata in un percorso di circa 150 km, che interessa il territorio di 25 Comuni, tutti posti nell’area del Piave.

Con questa iniziativa la Signoria ha inteso ridisegnare la Strada dei Vini del Piave, nel segno della continuità con le lodevoli iniziative della Strada del Vino Rosso e della Strada dei Vini del Piave, promossa la prima nel 1970 e la seconda nel 1980.
Lungo la Strada della Signoria si svolgono varie iniziative, volte ad una sempre migliore conoscenza e diffusione della produzione agricola in genere e vitivinicola in particolare, della ristorazione, delle attività imprenditoriali, commerciali ed artigianali.
Il tutto nel più ampio contesto della valorizzazione del territorio nei suoi aspetti culturali paesaggistici e turistici.

Negli anni 1996, 1997, 1998, 1999 e 2000 la Signoria ha organizzato “VIN PIAVE”, un’importante rassegna dei Vini del Piave, che ha visto la partecipazione di numerosi produttori di Vini della nostra zona.
Non si è trattato solo di una esposizione o mostra di prodotti vitivinicoli, bensì di una serie di iniziative collegate e comprendenti degustazioni guidate, tavole rotonde conferenze e serate enogastronomiche.

Il Simposio degli Auguri dell’8 dicembre 2016 è stato celebrato con particolare solennità, data la ricorrenza del 35° anno di fondazione della Confraternita.
Va sottolineato come, nella cultura delle Confraternite enogastronomiche, il Simposio non è solo un banchetto, sia pur impreziosito da Vini e Piatti pregiati.
Nell’Antica Grecia e a Roma, la parte conclusiva del banchetto, durante il quale si beveva abbondantemente, i commensali recitavano carmi conviviali, conversavano secondo i dettami impartiti dal Simposiarca o Re del convivio e assistevano a danze e a spettacoli di vario genere.

Il convivio era insomma un banchetto elegante e lussuoso, occasione di una conversazione dotta.
E’ a questo modello che si ispirano i Simposii della Signoria, che contemporaneamente intende collegarsi alle nobili tradizioni della Gente Veneta.
Dopo il consueto saluto del Doge è stata conferita l’onorificenza che ogni anno la Signoria riconosce a persone benemerite della Scienza, dell’Arte, della Letteratura, dell’Imprenditoria e della Enogastronomia.
Quest’anno tale onorificenza è stata conferita al Sig. Arrigo Manzan, Maestro del Lavoro, per quarantotto anni amministratore di un’importante Azienda Agricola della zona, Savio della Signoria fin dall’origine.

E’ seguita la cerimonia di intronizzazione dei nuovi Savi: Simona Bruschi, Marco Dall’Acqua, Mons. Piersante Dametto, Ezio Di Bernardo, Giovanni Fregonas, Andrea Gabellieri, Silvia Masetto, Loredana Setten Marson, Giampiero Trovalusci, Franco Zambon.

Il Simposio è stato impreziosito da un momento culturale, costituito da un intervento musicale e da un intervento poetico-letterario.
Del primo è stata protagonista la soprano Silvia Masetto, che ha interpretato alcune arie operistiche e l’Ave Maria di Schubert. accompagnata al pianoforte dal Maestro Giovanni Furlan,

Del secondo è stata protagonista la Professoressa Giustina Menegazzi Barcati, che ha commentato e letto, con accenti appassionati e intensa commozione, la poesia “Natività” da lei composta e dedicata al Doge ed alla “serenissima Signoria dei Vini del Piave” nell’occasione del Simposio.

Infine il Savio dott. Lazzaro Marini, esperto storico della Signoria, è intervenuto, illustrando storia e tradizioni del territorio di San Polo di Piave.

E’ seguita la celebrazione del Simposio con i piatti preparati dalla cucina di Adriano Zanotto, accompagnati da un’accurata selezione di Vini del Piave.
Piatti e Vini sono stati scelti dai Savi di Cantina e di Cucina della Signoria e sono stati commentati dal Savio Cerimoniere Luciano Cescon, con la consueta competenza, bravura e arguzia che contraddistinguono ogni suo intervento.

Alla fine del Simposio è stata consegnata a tutti i partecipanti una composizione di Vini dell’Azienda Agricola “Vecchia Postumia”della Savia Claudia Lorenzon, offerta dal Savio Cancelliere Attlio Pezzutto e dal Savio delegato ai Simposii Luciano Parzianello.

Alla celebrazione del Simposio sono intervenuti: il geometra Arnaldo Semprebon, Gran Maestro del Sovrano e Nobilissimo Ordine dell’Amarone e del Recioto, nonché Vice Presidente della Federazione Italiana Circoli Enogastronomici, il colonnello Ezio Di Bernardo, Gran Maestro della Commenderie delle Tre Venezie dell’Ordre International des Anysetiers, la Signora Fiorenza Biasuz, in rappresentanza delle Confraternite del Bellunese ed il signor Jacques Andreetta, rappresentate della “Compagnie des mousquetaires de l’Armagnac”.

E’ intervenuta inoltre una numerosa delegazione del Fondaco di Volterra, con il Vicedonimo dott. Pietro Cerri, sempre affettuosamente accolti per la loro cordialità, stima e signorilità.